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Scommesse e tennis, Berrettini chiede più tutele per i giocatori: «Minacce alla mia famiglia dopo il Roland Garros»

Guglielmo Maria Ruocco - Set 01, 2026

Il rapporto tra scommesse sportive e tennis torna al centro del dibattito, questa volta per bocca di Matteo Berrettini. Dagli US Open l'azzurro ha chiesto misure concrete a protezione dei giocatori, raccontando due fenomeni sempre più frequenti nel circuito.

Spettatori molesti e messaggi minatori

Il primo problema sono gli spettatori che disturbano le partite per condizionarne l'esito; il secondo, più grave, sono le minacce che arrivano ai tennisti e ai loro familiari via social e telefono, quasi sempre da scommettitori che hanno perso una puntata. «Mio fratello ha ricevuto messaggi minatori sulla mia famiglia al Roland Garros», ha rivelato Berrettini. «Bisogna assolutamente fare qualcosa».

La proposta: un comitato più forte

Berrettini non chiede di bandire il betting dal tennis. Riconosce che le scommesse regolamentate generano entrate importanti per il circuito professionistico e che possono convivere con lo sport se gestite in modo responsabile. Chiede però «una struttura più forte, un comitato più forte per proteggere i giocatori», senza compromettere l'integrità delle competizioni. L'azzurro ha aggiunto di non aver mai scommesso su una partita.

Cosa significa per chi scommette in Italia

In Italia il tennis è il secondo sport per raccolta dopo il calcio e tutti i bookmaker con concessione ADM aderiscono ai protocolli di monitoraggio dell'integrità delle partite. Le denunce come quella di Berrettini spingono gli organi del tennis a rafforzare i controlli sugli abbonati ai flussi dati e sui profili anomali: un vantaggio anche per gli scommettitori, perché mercati più protetti significano quote più affidabili.

Fonte: AGIMEG, 1 settembre 2026.